E-thiopia

Monday, April 04, 2005

Qualcosa di personale

Questa volta nessuna notizia, niente di rimasticato dalle agenzie africane, ma un'esperienza di prima mano. In realta' un semplice viaggio in treno. Che nei racconti di chi non l'ha fatto tuttavia diventa avventura.

La decisione di imbarcarci sul treno che porta a Djbuti e' stata presa senza prepararla troppo. Il treno esisteva e non l'aveva preso ancora nessuno tra le persone che conoscevamo. Tanto bastava per andare a informarsi.
Troppo lungo il viaggio fino al capolinea (circa 2 giorni), ma praticabile quello verso la stazione intermedia di Dire Dhaua.
Tragitto di quasi 500 km, che diviso per i 30 km all'ora che si puo' permettere l'unico treno dell'Etiopia fa 15 ore di viaggio.



Passate per buona parte con le gambe a penzolare fuori dalla porta del treno, a guardare acacie scorrere una dietro l'altra e a salutare bambini fino a farsi venire male alla mano.
Viaggio tutt'altro che tremendo. Sedili di finta pelle imbottiti, quasi reclinabili, per quando e' arrivato il momento di farsi qualche ora di sonno. Una signora etiope a parlare un perfetto italiano e a mostrarci le foto di tutti quegli sconosciuti di Valenza o Verona per i quali aveva lavorato da giovane. Che' quando parti per il centro dell'Africa ti senti e ti fanno sentire avventuriero e pioniere, ma quando incroci in una foto gli occhi allegri e spaventati dei signori baffuti (in posa come una squadra di calcio) che 70 anni fa erano venuti qui a lavorare, senza saperne di inglese o di globalizzazione, un po' ti viene vergogna.

Poi passa e ti godi il resto del viaggio. Nessuno l'aveva programmato ma quella sera era luna piena e quindi a penzolare le gambe di fuori anche la notte. Che' la luna si dice fa l'Africa ancora piu' bella. Sicuramente non fa vedere i ponti che rischiano di portarsi via le gambe che penzolano fuori dal treno (il primo pendolino della storia, con uno scartamento talmente ridotto da sembrare una barca che scivola su una sola rotaia).



Del viaggio potrei raccontarne ancora tanto. Di quando abbiamo aperto due bottiglie di vino uno sudafricano e l'altro sangiovese del Meguello e di quando mi sono quasi ubriacato sui gradini della porta del treno, che' neanche a pasquetta a 17 anni.
Ma queste sono le cose che mi ricorcdo a quasi una settimana di distanza. per non ha piu' gli anni per fare l'interrail ma vuole ancora spedere due lire per masticare km e' un'esperienza da consigliare senza dubbio.

PS: grazie ad Alvise a cui devo il copyright delle bellisime foto pubblicate oggi :-)

1 Comments:

  • beh, vedo che ti stai abbandonando al dolce ritmo dell'africa. sono contento, spero di venirti a trovare prima che tu salga sul prossimo treno

    By Blogger molinski, at 2:15 PM  

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