Elezioni
L'ultimo post, ormai di un mese fa. E con questo cerco di rispolverare un po' il mio blog a cui ultimamente ho dedicato troppa poca attenzione.
Qui in Etiopia il clima inizia a scaldarsi, le elezioni alle porte, e gli osservatori internazionali che sbarcano nel nuovissimo aereoporto di Addis Abeba. Circa 320 ne sono previsti, per monitorare le votazioni del 15 maggio. Purtroppo i seggi saranno circa 34000 e molti dubitano dell'efficacia dell'azione degli esperti spediti dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti, dallUnione Africana, la Cina, il Giappone e pure la Turchia.
Ma la grande novita' e' che almeno questa volta potranno dire la loro sul rispetto dei diritti umani, sullo stato della democrazia nel paese e sull'efettivo rispetto della liberta' di voto e di espressione. Che' infatti, 5 anni fa, l'Etiopia decise di chiudere le porte a questi contingenti, attirando su di se' le critiche di tutta la comunita' internazionale.
Tuttavia, questo sembra non bastare a garantire ai partiti di opposizione la liberta' di competere liberamente nella campagna per il rinnovo del parlamento.
Cinque tra i maggiori partiti di opposizione hanno affermato che 8 dei propri membri sono stati uccisi nelle scorse settimane, mentre circa 240 sono stati imprigionati senza che siano state messe contro di loro accuse precise.
Rimane ancora tanto da capire di questo paese, diviso tra una poverta' tra le piu' drammatiche del mondo, un orgoglio che rivendica il passato dell'Etiopia come unico paese africano a non aver subito il giogo dei colonizzatori europei e un'incertezza su un futuro che sembra dilatare le inuguaglianze senza aumentare il benessere nel paese.

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