Post elezioni
La situazioni qui in Etiopia e' assurdamente tranquilla.
Solo due domeniche fa piu' di un milione di pesone si sono riunite in Meskel square per sostenere la coalizione di opposizione (il CUD) e per strada fino al giorno prima del voto si vedevano solo persone sollevare le dita imitando il simbolo astutamente scelto dall'opposizione: indice e medio sollevati nel segno della vittoria (e della pace).
La gente in manifestazione non faceva che sorridere e ripetere in continuazione che noi ferenji (io e un amico italiano immersi in una folla che accoglieva pochi altri stranieri) eravamo fortunati a trovarci li' in un momento storico per il loro paese, ad assistere alla prima volta in cui alla gente e' stato concesso di riunirsi liberamente e manifestare il proprio dissenso.
Sicuramente l'emozione piu' forte da quando sono sbarcato qui (ben oltre il gia' storico concerto per Bob Marley).
Ieri i primi risultati non ufficiali: tutti e 23 i seggi di Addis Ababa in mano all'opposizione. Tutto voleva che il CUD finalmente potesse strappare il potere
detenuto da 14 anni dall'EPRDF.
Ma Addis non e' l'Etiopia e nelle zone rurali, totalmente fuori dal controllo dei 340 osservatori spediti qui dall'UE, dagli USA e dallAfrican Union, e' potuto succedere di tutto.
Se ieri le facce dei miei colleghi etiopici non riuscivano a nascondere il sorriso e ci si prendeva caffe' in continuazione quasi fosse spumante, oggi solo qualche ciao e facce buie. Non so ancora cosa sta succedendo per le strade. Ma come scrivevo all'inizio c'e uno strano silenzio.

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